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Mi chiedono, la sezione leggende e poi non parli proprio di lei? Ed eccovi allora accontentati, oggi parleremo di Venere!

“La vita sa confondere le sue tracce, e tutto del passato, può diventare materia di sogno, argomento di leggenda.” (Giorgio Bassani)

CHI ERA VENERE?

Originariamente era l’antica dea italiana associata a campi e giardini coltivati. Solo successivamente venne identificata dai romani con la dea greca dell’amore, Afrodite.

L’ORIGINE DEL CULTO

Inizialmente non vi era alcun culto a Roma: nell’antico calendario non risulta alcuna festa in nome di Venere e non era prevista nessuna forma sacerdotale per questa dea.

Questo fino alla realizzazione di due templi: uno ad Ardea (sud di Pomezia) ed uno a Lavinium (sud di Roma) . É in questo momento probabilmente che avviene l’identificazione con Afrodite. Il motivo potrebbe essere stata la data (19 agosto) della fondazione di uno di questi due templi.

Questo perchè il 19 agosto è la Vinalia Rustica, una festa di Giove. Quindi, lui e la dea vennero associati, per via del parallelismo con le divinità greche Zeus e Afrodite.

VENERE POSIZIONAMENTO NELL’ALBERO GENEALOGICO.

Essendo Afrodite (Venere), figlia di Giove, era pertanto anche figlia di Dione, moglie di Vulcano e madre di Cupido.

Secondo un’interpretazione tardiva, realizzata da Platone, esistevano due Afrodite: la prima, nata da Urano, era l’Afrodite Urania, dea dell’amore puro, la seconda, l’Afrodite Pandemia (cioè l’Afrodite del Popolo), figlia di Zeus e Dione, dea dell’amore volgare. Tuttavia questa è un’interpretazione filosofica tardiva, estranea ai più antichi miti della dea.

MA COME NASCE VENERE?

La storia della nascita di questa divinità, narra di come la dea sia nata dalla schiuma della riva del mare.

Questa creazione miracolosa ebbe origine dopo che Saturno castrò (😬) il padre tiranno, il dio del cielo supremo Caelus (equivalente al greco Urano).

E così dai genitali e dall’acqua marina si generò questa bambina che sarebbe successivamente divenuta Venere.

VENERE E MARTE

Nel mito e nella leggenda questa dea era famosa per i suoi intrighi romantici e le sue vicende con dei e mortali, per tale motivo è stata associata a molti aspetti, sia positivi che negativi, della femminilità.

Una delle storie più rilevanti narra che nel crescere Venere amasse due diverse divinità: suo marito Vulcano (dio della metallurgia) e Marte (dio della guerra).

Il primo sgradevole, banale, malvagio e perfido non diede figli alla moglie. Con Marte invece la dea diede alla luce Timor (Phobos) la personificazione della paura che accompagnò suo padre in battaglia, il suo gemello Metus (Deimos) la personificazione del terrore, Concordia (Harmonia), dea dell’armonia e della concordia, e gli amorini (Erotes) che erano una collezione di divinità d’amore alate che rappresentavano i diversi aspetti dell’amore.

Storia vuole che scoperta la relazione tra Venere e Marte portò Vulcano ad intrappolare i due con delle catene. Liberati da Nettuno successivamente fuggirono: la dea si rifugiò a Cipro e Marte in Tracia. Nonostante ciò la loro relazione perdurò nel tempo.

UN MITO PER MOLTE LEGGENDE

Se la leggenda della passione di Venere e Marte è una delle più rilevanti, ne ruotano moltissime altre attorno a questa divinità.

Questo perchè rappresenta non solo la bellezza e l’amore, ma anche la vittoria, l’intuito (dote tipicamente femminile), la maternità e la fertilità.

E allora appassionati di novelas di tutto il mondo… Alla prossima puntata! 😉