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Chi è attento all’INCI sarà sicuramente rimasto un pò perplesso nel momento in cui ha trovato nei prodotti la voce urea, e si sarà chiesto se è effettivamente quel composto organico che giornalmente il nostro corpo espelle. Facciamo oggi un pò di chiarezza in merito.

“Vivi le domande ora. Forse poi, in qualche giorno lontano nel futuro, inizierai gradualmente, senza neppure accorgertene, a vivere a tuo modo nella risposta.” (Rainer Maria Rilke)

Che cos’è l’urea?

Naturalmente presente nella pelle, è un composto organico che permette di bilanziare l’idratazione dell’epidermide rendendo quest’ultima morbida, elastica e levigata.

Presente nel fattore di idratazione naturale (NMF) nella misura dell’8,5%.

Una pelle sana contiene circa 28 microgrammi di urea per centimetro quadrato, una pelle secca e disidratata può vedere una riduzione del 50% e quelli con eczema fino all’80%. Esistono prove che suggeriscono che l’urea aiuta a trattare l’ittiosi, la dermatite, la psoriasi, la xerosi e persino i funghi delle unghie.

Urea: in che modo agisce?

L’urea è un umettante: quando viene applicato sulla pelle penetra al suo interno, assorbendo e trattenendo rapidamente l’acqua, aumentando così la capacità della pelle di reidratarsi.

Aiuta inoltre a regolare il ciclo cellulare, incoraggiando la desquamazione naturale, l’esfoliazione ed il successivo ricambio cellulare, migliorando la funzione di barriera.

Regola la microflora batterica che risiede nella pelle mantenendo inalterato il film idroacidolipidico.

Pelle secca ed urea: qual’è il loro legame?

La pelle secca è il risultato della mancanza di lipidi ed acqua a livello superficiale dell’epidermide ed è determinato da pelle squamosa, screpolata e pruriginosa.

Essendo l’urea una delle sostanze che trattengono l’acqua in sinergia con il sebo, è facile capire come questa sia da relazionare con determinati problemi di pelle.

Urea: proprietà.

L’urea presenta determinate proprietà che permettono pertanto di contrastare i diversi problemi cutanei, risulta infatti:

  • idrofila: ha un’incredibile capacità di assorbire e trattenere l’acqua mantenendo umida la pelle;
  • solvente: permette di disciogliere gli aminoacidi necessari alla rigenerazione cellulare dell’epidermide;
  • riequilibrante: bilancia l’acidità della pelle aumentando la resistenza della barriera cutanea agli agenti esterni;
  • esfoliante: presenta potenti proprietà cheratolitiche, ossia è in grado di disgregare le vecchie cellule cutanee, garantendo la rigenerazione cellulare;
  • veicolanti: durante il processo di esfoliazione permette alle sostanze applicate superficialmente di giungere negli strati più profondi dell’epidermide;
  • anestetiche: è stato evidenziato un leggero effetto anestetico se applicata su infiammazioni cutanee (per la presenza di ammoniaca).

Ma: urina ed urea sono la stessa cosa?

L’urea è spesso definita come carbammide o carbonildiammide, il risultato organico di origine urinaria: un rifiuto che viene prodotto dall’organismo dopo che sono state metabolizzate le proteine.

Generalmente l’urea usata nell’industria cosmetica (se non in rari casi) proviene principalmente da fonti sintetiche ed è formata da ammoniaca e anidride carbonica e può essere prodotta in forma solida o liquida.

Le altre due forme di urea presenti nei prodotti per la cura personale sono l’imidazolidinil e diazolidinil urea, conservanti antimicrobici utilizzati per proteggere i prodotti per la cura personale da batteri, lieviti e muffe.

Spero di di aver chiarito ogni dubbio ma anche che per rigenerare la vostra pelle non vi salti in mente qualche strano assurdo esperimento… I test lasciateli a me! 😘