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Oggi niente battute. L’argomento che introduco è piuttosto serio. I tumori basocellulari: cosa sono? Qual’è la loro natura? Perchè è importante identificarli per tempo? Scopriamolo insieme.

“Prendi seriamente tutto ciò che ti piace, eccetto te stesso.” (Rudyard Kipling)

TUMORI BASOCELLULARI: COSA SONO?

Vengono così denominate le forme di cancro della pelle più comuni. Possono essere definiti anche carcinomi basocellulari (BCC), epiteliomi basocellulari, basaliomi.

Tra tutte le forme tumorali sono le più comuni (ricordate anche però che la pelle è l’organo più esteso di tutto il corpo, pertanto è statisticamente più probabile che possa essere colpito da questi processi degenerativi).

Colpiscono i cheratinociti, le principali cellule che costituiscono l’epidermide e lo fanno partendo dal nucleo delle stesse.

COME APPAIONO VISIVAMENTE?

I tumori basocellulari si presentano come placche rossastre, ulcerazioni o erosioni non tendenti alla guarigione, escrescenze di colore rosa, noduli o cicatrici.

QUALI PARTI DEL CORPO COLPISCONO?

Generalmente questi carcinomi colpiscono maggiormente testa e collo (80%),  tronco (15% dei casi), braccia e gambe, ma possono presentarsi anche in altre aree (sotto le ascelle, sul seno, nella zona perianale e genitale, sul palmo delle mani e sulle piante dei piedi).

CI DOBBIAMO ALLARMARE?

Quando si ha la comparsa di tumori basocellulari è importante correre ai ripari ma ricordando che la crescita di questi tumori cutanei è molto lenta e, solitamente, non danno origine a metastasi nel tempo.

Vanno comunque trattati perchè potrebbero infiltrarsi nei tessuti danneggiandoli anche in modo grave.

TUMORI BASOCELLULARI: ESISTE UNA PREDISPOSIZIONE?

Come per tutte le patologie vi può essere una predisposizione ereditaria. Esiste anche una sindrome di  natura genetica (Sindrome di Gorlin) che avvia un processo continuo di formazione di questo tipo di carcinomi.

Ricordiamo inoltre che i pazienti che si sono già imbattuti in un basalioma possono incorrere nuovamente nel problema, non necessariamente nella stessa area della pelle.

COME DIAGNOSTICARLI?

Individuata un’imperfezione sospetta sulla nostra cute è importante rivolgersi ad un buon dermatologo. Il medico verificherà con il dermoscopio in maniera approfondita la struttura della malformazione e valuterà se sia necessario per il paziente sottoporsi ad esame istologico.

Se l’esito risulterà positivo si procederà a rimozione. Questa potrà avvenire in diverse modalità:

  • curettage ed elettroessiccazione: viene utilizzata solitamente per lesioni di piccole dimensioni, il tumore viene raschiato e la sede dello stesso essiccata mediante un ago elettrocauterizzante;
  • chirurgia micrografica di Mohs: il medico rimuove più volte sottili strati di tessuto tumorale, di volta in volta li esamina al microscopio finchè le cellule prelevate non risultano “pulite”.  Questa tecnica viene utilizzata in presenza di recidive ed in aree critiche come quella perioculare, il naso, le orecchie e le labbra;
  • escissione chirurgica: si asporta con il bisturi l’intera lesione unitamente a parte del tessuto sano circostante come “margine di sicurezza”. Se dall’esame istologico l’asportazione non è risultata completa se ne realizzerà una ulteriore;
  • radioterapia: viene eseguita colpendo con i raggi X direttamente il tumore, non richiede anestesia nè incisione chirurgica. Si opta per questa in caso di tumori difficili da asportare, in pazienti anziani o in precarie condizioni di salute;
  • criochirurgia (crioterapia): si distrugge la parte malata con azoto liquido ma non è efficace come le altre procedure (copre solo un 80% dei casi);
  • terapia topica: creme, gel e soluzioni con componenti chemioterapiche (non danno la certezza che sia stato completamente rimosso il tumore);
  • Erivedge TM (vismodegib): è un farmaco ad uso orale che viene impiegato solo per casi molto limitati in cui la natura del cancro preclude altre opzioni terapeutiche come la chirurgia o la radioterapia. Si opta per questa soluzione in casi di forme metastatiche dove è a rischio la vita del paziente.

ATTENZIONE AI FATTORI SCATENANTI

Esistono al di là delle predisposizioni genetiche dei fattori scatenanti che generano la comparsa dei basaliomi.

La principale? l’errata e continuativa esposizione solare. Ma anche saltuari eritemi e scottature, in particolar modo se si sono verificati in giovane età (quando la struttura cutanea non ha ancora raggiunto una maturazione tale da poter filtrare tramite i melanociti i raggi solari).

Ma anche sottoporre la pelle ad agenti chimici, a radiazioni e a cosmetici aggressivi non aiuta.

Altri fattori  che contribuiscono allo sviluppo di queste neoplasie sono  ferite che non mostrano tendenza alla guarigione, infiammazioni croniche cutanee, ustioni, cicatrici, infezioni, tatuaggi.

CHE COSA FARE PER EVITARNE L’INSORGENZA?

Seguite sempre il buon senso:

  • esponetevi al sole proteggendovi con un abbigliamento adeguato, occhiali da sole, cappelli;
  • nel periodo estivo (e non) applicate i filtri solari per proteggere la pelle che è scoperta;
  • nei mesi estivi non esponetevi al sole dale 11 alle 16;
  • rinunciate all’abbronzatura artificiale;
  • controllate sempre bene la pelle ed il cuoio capelluto;
  • fate attenzione a lesioni e croste che non si rimarginano ed alle aree che presentano cambiamenti in termini di dimensioni, forma, colore o elevazione;
  • sottoponetevi periodicamente a visite specialistiche.

 

Insomma, come sempre: prevenzione, prevenzione, prevenzione!

 

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