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Sempre al sole come lucertole? Siete proprio sicuri che sia la cosa più giusta da fare? Non è per caso che soffrite di tanoressia? Non sto parlando del disturbo che coinvolge l’alimentazione, la ben più comune anoressia, ma di un altro disturbo di tipo ossessivo compulsivo. La tanoressia si esprime con l’esagerata necessità di esporsi ai raggi solari, con tutte le conseguenze più o meno gravi che ne conseguono.

“Quanti uomini conoscono la differenza tra un’ossessione che si subisce e un destino che si sceglie?” (Denis de Rougemont)

Tanoressia o SCS.

Definita anche Sindrome Compulsiva da Sole, si tratta di una vera e propria patologia che porta il paziente colpito ad esporsi continuamente alla luce solare o a lampade artificiali per ottenere un’abbronzatura sempre più intensa.

Deriva dall’inglese “Tan” ossia abbronzatura.

Tanoressia: un disturbo sempre più diffuso.

Questa sindrome, che colpisce soprattutto donne nella fascia di età tra i 25 ed i 54 anni, interessa il 20% degli italiani.

In particolar modo è proprio un istituto italiano ad aver condotto degli studi approfonditi nell’arco di diversi anni, ed a realizzare che non si tratta di un problema dato da meri fini estetici ma di qualcosa di più.

Per l’SCS sono stati definiti dei veri e propri sintomi che la caratterizzano: si tratta a tutti gli effetti di una malattia che coinvolge la sfera fisica e psicologica dell’individuo che ne viene colpito.

Dietro alla tanoressia si cela molto di più.

L’IRDEG (Istituto di Ricerca di Dermatologia Globale) avrebbe identificato dietro alla necessità di esporsi continuamente a fonti di luce, la carenza di endorfine nel soggetto coinvolto.

Si manifestano, per la scarsa capacità di produrre da sé sostanze come la serotonina o la melatonina, dei veri e propri sintomi depressivi.

Ci troveremo pertanto di fronte a persone che perdono completamente la percezione del loro corpo, provate da un senso di insicurezza profondo (che riescono a colmare solo al raggiungimento di un’abbronzatura molto elevata), con un pessimo rapporto con il loro aspetto e facilmente condizionabili (proprio per la mancanza di autostima che le caratterizzano).

Il desiderio ossessivo di un’esposizione continua a sole o lampade è pertanto associato al benessere che ne traggono a livello fisico-cerebrale.

Tanoressia: rischi di un’esposizione sconsiderata.

Il problema principale dato dall’SCS riguarda i rischi connessi al mancato rispetto delle norme basilari per la salvaguardia della pelle.

Pertanto i tanoressici incorreranno nel breve termine in:

A lungo termine invece i danni potranno essere ben peggiori, anche non reparabili:

  • melanomi;
  • carcinomi basocellulari (cheratosi ed ispessimento delle cellule cornee);
  • carcinomi spinocellulari (lacerazione e necrosi del tessuto).

Prevenire i rischi dati da SCS.

Ci troveremo di fronte a soggetti che pur di assimilare tutta l’energia ed il calore del sole e della luce trascureranno di:

  • circoscrivere gli orari di esposizione alle ore meno calde;
  • coprirsi adeguatamente;
  • proteggersi con i filtri solari fotoprotettivi;
  • limitare la durata dell’esposizione.

La prevenzione quindi consisterà in un vero e proprio recupero educativo del paziente.

Il medico supporterà inoltre il tanoressico con la somministrazione di farmaci contenenti serotonina e melatonina.

Si andrà così a sollecitare la produzione da parte del corpo delle endorfine mancanti che portano il tanoressico ad un vero e proprio stato depressivo maniacale.

 

Depressi? Prima di arrostirvi come polli allo spiedo verificate in dispensa se c’è ancora un vaso di Nutella (possibilmente formato famiglia), nel caso fosse terminata passate dal supermercato prima di recarvi in spiaggia! 😉