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Sei lì. In un angolo. Non parli. Non senti. Ma sai che qualcosa non va e che devi fare qualcosa. Ma non sai perché e come. Qualcosa ti dice che anche se sei invisibile comunque ancora ci sei. E che vorresti tornare a vedere la luce ed i colori, ad avere nuovamente una forma, una presenza ed una voce.

A questo punto inizia il viaggio: fatto di ricerca, conoscenza e consapevolezza. E la vita ti tende la mano mettendo sulla tua strada una o più persone che sanno cosa ti accade, anche se tu ancora forse non ne sei ancora pienamente cosciente. E ti accorgi che ci sono coloro che credono ancora in te e ti vogliono sostenere, ed è lì che ti affidi completamente a loro.

Non sono persone qualunque, sono donne e uomini che hanno toccato da vicino la realtà che vivi. Hanno un percorso formativo e culturale che permette loro di fare rete ed aiutarti a risorgere dalle ceneri.

Il dolore rovescia la vita, ma può determinare il preludio di una rinascita.
(Emanuela Breda)


REAMA: di cosa si tratta?

É una rete per l’Empowerment e l’Auto Mutuo Aiuto per le donne che subiscono violenza e per i loro figli, creata dalla Fondazione Pangea Onlus.

Costituita da diverse realtà (oltre 50) tra cui associazioni, gruppi di auto mutuo aiuto, centri antiviolenza e parenti di vittime di femminicidio che si impegnano ogni giorno per far conoscere ed applicare la Convenzione di Istanbul e la convenzione CEDAW su tutto il territorio italiano.

REAMA: per quale motivo è stata creata?

Questa rete è stata realizzata per sostenere e rafforzare in maniera concreta le realtà che la compongono, al fine di prevenire e contrastare in maniera forte ed efficace la violenza che ancora oggi viene esercitata sulle donne.

REAMA: obiettivi.

Gli obiettivi che si pone la rete sono essenzialmente questi:

  • prevenire la violenza di genere in ogni sua forma;
  • orientare donne e minori maltrattati;
  • proteggere le vittime;
  • dare strumenti di rafforzamento (empowerment) per uscire dal circolo di continue violenze;
  • sostenere le donne durante il percorso giudiziario con assistenza legale e psicologica;
  • sensibilizzare sul tema riguardante la violenza domestica;
  • realizzare campagne di informazione rivolte alla pubblica opinione, alle associazioni ed alle istituzioni.

REAMA: gli strumenti.

Tra le realtà che supportano la rete, tra gli strumenti non vi è solo la rete di centri antiviolenza, ma anche il Comitato Scientifico, il Coordinamento nazionale (che cura il lavoro con le istituzioni) ed il Gruppo Giuridico.

Vengono messe quindi a disposizione figure professionali altamente preparate dal punto di vista giuridico e viene fornito gratuito patrocinio per l’analisi dei casi più complessi.

Vi è una partecipazione di Fondazione Pangea al tavolo tecnico consultivo sulla violenza istituito presso il Dipartimento di pari opportunità ed un vero e proprio lavoro di advocacy nazionale ed internazionale.

É stato anche realizzato un piccolo Fondo vittime che permette di sostenere le donne ed i bambini sopravvissuti alla violenza e di organizzare seminari di formazione ed informazione. Il tutto grazie anche coloro che hanno deciso di contribuire in tante diverse modalità.

Per ultimi, ma non per minore importanza, due sportelli on-line:

  • Antiviolenza (sportello@reamanetwork.org);
  • Mia Economia, specifico sulla violenza economica (miaeconomia@reamanetwork.org).

REAMA: perchè.

Perchè non è un problema del singolo, della vittima in questione, ma un problema sociale.

Le donne che hanno subito violenza attiva o passiva hanno una probabilità di depressione quasi due volte più alta rispetto a chi non ne ha subite, così come quelle di avere problemi di consumo d’alcol.

E soprattutto i bambini, ossia le generazioni di domani,
nel tempo possono manifestare depressione, dipendenze (anche affettive), disturbi alimentari, sindromi da disadattamento sociale o diventare loro stessi degli adulti violenti ed abusanti.

REAMA: a volte basta poco.

A volte basta un nulla, anche passare un’informazione o un contatto può essere di vitale importanza.

La campagna di comunicazione di REAMA passa tramite una rassegna stampa quotidiana, la pagina Facebook facebook.com/reamanetwork e l’account Twitter reamanetwork. Il sito reamanetwork.org raccoglie inoltre tutte le informazioni sul’accesso ai servizi ed un test anonimo su come “riconoscere la violenza“.

Non lasciarla nella cenere, permettile di risorgere: contatta il numero verde 1522. 🙏🏼