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Piaghe da decubito: cosa sono?

Dette anche ulcere da decubito o lesioni da pressione sono lesioni della pelle con evoluzione necrotica, che possono raggiungere, nei casi più gravi, la muscolatura e le ossa. Insorgono nelle parti del corpo più a lungo soggette a pressione durante una lunga permanenza a letto o in posizione seduta. I pazienti più a rischio sono quelli impossibilitati o limitati a muoversi in modo autonomo,  perché costretti a letto, per tale motivo la fascia di popolazione maggiormente colpita è quella anziana.

“Gli sciocchi, nel loro stupido pudore, nascondono le piaghe senza curarle.”  (Orazio)

Gli stadi delle lesioni.

Le piaghe da decubito possono passare per diverse fasi:

– Stadio Ieritema fisso  della cute integra, scolorimento cutaneo, il calore o l’indurimento della pelle;
– Stadio IIferita a spessore parziale  coinvolge l’epidermide e/o il derma. Lesione superficiale che  si presenta come una abrasione, una vescicola o una lieve cavità;
– Stadio IIIferita a tutto spessore con danno o necrosi del tessuto sottocutaneo fino alla sottostante fascia muscolare senza però attraversarla (si presenta come una cavità profonda);
– Stadio IVferita a tutto spessore con estesa distruzione dei tessuti, necrosi e danno ai muscoli, ossa e strutture di supporto (tendini, capsule articolari).

Soggetti a rischio di piaghe da decubito.

Vi sono patologie o situazioni che più di altre favoriscono l’insorgenza delle piaghe da decubito:
– diabete: per le alterazioni neurologiche e del microcircolo;
– neoplasie: cachessia, anemia, malnutrizione, febbre;
– lesioni midollari: deficit della sensibilità e della mobilità, incontinenza;
– patologie ischemiche/emorragiche cerebrali: deficit di mobilità, alterazione trofismo cellulare;
– patologie neurologiche cronico degenerative (morbo di Parkinson,  Alzheimer): per la progressiva immobilità;
– miastenia: a causa dell’immobilità, della diminuzione della forza di contrazione muscolare e per l’astenia che porta il soggetto a muoversi poco ed a mantenere a lungo la stessa posizione;
– sclerosimultipla: per l’immobilità, la spasticità, l’incontinenza;
– coma: per la più o meno assoluta immobilità.

Diagnosi.

Le piaghe da decubito sono facilmente riconoscibili già dai primi stadi, ma il medico potrebbe prescrivere degli esami del sangue per controllare lo stato di salute generale.

In presenza una lesione che non guarisce, il medico potrebbe decidere di prelevare un minuscolo campione di tessuto cutaneo per individuare presenza di batteri o funghi o ricercare presenza di un tumore, eventualità purtroppo possibile nei pazienti affetti da lesioni alla pelle che non guariscono.

Cura e terapia

Naturalmente è importantissimo seguire scrupolosamente le indicazioni del medico curante, si può eventualmente nel primissimo stadio, quando di fatto la pelle presenta più che altro un’irritazione piuttosto che una vera e propria ulcera trattarla con la crema alla bava di lumaca o l’olio Emu.

La maggior parte delle piaghe al primo e al secondo stadio guarisce entro alcune settimane, adottando opportune misure conservative quali:

  • Modifica della posizione
  • Utilizzo di cuscini e materassi idonei
  • Medicazioni e bendaggi
  • Applicazione di creme ed unguenti
  • Terapie antibiotiche prescritte dal medico
  • Rimozione meccanica, nei casi più gravi delle cellule morte dalla ferita (debridment o sbrigliamento)
  • Terapia larvale (le larve della mosca applicate sulla piaga si nutrono del tessuto morto – in alternativa alla rimozione meccanica)
  • Intervento chirurgico (pulizia dell’ulcera ed innesti di pelle per chiudere la piaga)

Concludendo

E’ importantissimo non trascurare le prime irritazioni della pelle per le persone che sono costrette all’immobilità con creme ed unguenti di prima medicazione, curarle con la massima sollecitudine la parte colpita ma soprattutto contattare il proprio medico di famiglia o un dermatologo di fiducia.