Alla scoperta dell’orto botanico di Padova, luogo ideale per amanti di piante, botanica ma anche per famiglie. L’olio essenziale di litsea cubeba antistress

Quanto è bello stare immersi nella natura? Nel mio precedente articolo per la sezione i viaggi, vi avevo parlato della pratica giapponese del forest bathing, un’immersione totale nella natura e nelle proprietà benefiche di piante ed alberi. Il forest bathing o Shinrin-Yoku è infatti utile per ridurre lo stress, aumentare le difese immunitarie (grazie ai monoterpeni, sostanze rilasciate da alcune piante), regolare il battito cardiaco e combattere la depressione. Se ricordate, vi avevo portato con me alla scoperta del Parco di San Rossore in Toscana. Oggi invece ci spostiamo più a nord, nel Veneto, precisamente per parlare dell’orto botanico di Padova, il più antico orto universitario del mondo.

Orto botanico di Padova, perchè visitarlo

Situato in pieno centro storico a Padova, vicino alla Basilica di Sant’Antonio, questo meraviglioso giardino è dal 1997 patrimonio mondiale dell’Unesco. Stupendo da visitare in una giornata di sole, soprattutto durante il periodo di fioritura delle piante, è il luogo ideale per chi è appassionato di fiori e di botanica, nonchè per le famiglie con bambini che possono passeggiare e rilassarsi godendo, come vi dicevo prima, degli effetti benefici delle piante.

Con piante aromatiche, piante grasse e carnivore, alberi antichi e rarità, merita sicuramente una visita! L’ingresso intero costa 10 euro, ma è possibile visualizzare tutte le convenzioni, ad esempio per bambini, famiglie, gruppi o studenti nella pagina dedicata.

All’interno dell’orto botanico di Padova potrete osservare circa 7000 esemplari con 3500 specie botaniche. La pianta più antica (fu messa a dimora nel 1585) si trova nell’Hortus sphaericus ed è la palma di S.Pietro, conosciuta anche con il nome di palma di Goethe. Si narra infatti che il poeta, scrittore e drammaturgo tedesco durante un tour in Italia visitò l’orto botanico di Padova dove rimase colpito da questa palma nana, tanto da formularne, nel 1790 la sua intuizione evolutiva nel trattato La metamorfosi delle piante.

Altri alberi storici che potrete osservare all’interno del orto patavino (per chi non lo sapesse, patavino è sinonimo di padovano) sono la magnolia più antica d’Europa e un ginkgo biloba del 1750, sempre nell’Hortus sphaericus dove si trova la palma di Goethe.

Il ginkgo biloba, simbolo di resistenza

A questo proposito, voglio aprire una parentesi con voi e condividere un pensiero positivo. In questa lunga quarantena causata dalla pandemia di Coronavirus, dobbiamo solo cercare di essere forti come il ginkgo biloba, che è simbolo di resistenza e rinascita per il popolo giapponese. Pensate che alcuni esemplari sono sopravvissuti alla bomba di Hiroshima, resistendo alle radiazioni ed adattandosi all’ambiente e alle mutazioni, vivendo oltre 1000 anni. E’ chiaro il concetto? Non perdete mai la speranza!

foglie di ginkgo biloba

Spostandovi nell’Arboretum, che fu realizzato nella seconda metà del Settecento all’esterno del muro circolare, potrete invece ammirare la collinetta artificiale con sentieri che riprendono un parco romantico all’inglese. Qui si trova un gigante platano orientale del 1680 con il fusto cavo, oltre ad un cedro dell’Himalaya che non è considerato storico, ma è importante perchè è il primo esemplare di questa specie nel nostro paese.

Ma non finisce tutto qui, nell’orto botanico di Padova è di forte impatto il contrasto tra l’area vecchia e quella più moderna e avvenieristica del Giardino delle biodiversità che con le cinque serre riproduce diversi ecosistemi terrestri, da quello tropicale a quello sub-artico.

Naturalmente, è possibile visitare l’orto botanico di Padova insieme ad una guida per avere maggiori informazioni sulle piante. Per le scuole, invece, esiste la possibilità di iscrivere i bambini a partire dai 4 anni d’età, ad uno dei dieci laboratori didattici inerenti a botanica, coltivazione e usi delle piante, piante medicinali e alimentari, biodiversità ed ecologia.

Oli essenziali da utilizzare a casa: aromaterapia e beauty antistress

Dopo una giornata all’orto patavino in mezzo a tutte queste piante meravigliose, se fossi in voi io mi sdraierei comodamente per far riposare le gambe, magari con una bella maschera sul viso! Per creare l’atmosfera giusta, sono solita utilizzare gli oli essenziali in un diffusore d’ambiente che al tempo stesso emette luci colorate per beneficiare anche della cromoterapia.

Adoro i più classici oli vegetali (quelli di Naturetica sono bio e puri al 100%) come lavanda, melissa e bergamotto, ma il mio preferito in assoluto rimane l’olio di Litsea Cubeba, che crea un’atmosfera serena e positiva.

Forse non lo sapete, ma quest’olio ci può aiutare ad apprezzare il nostro qui ed ora quotidiano, facendoci riscoprire la pazienza, allontanando la stanchezza e riducendo ansie e tensioni (è un ansiolitico naturale), tutte cose che purtroppo stiamo sperimentando durante l’emergenza del Coronavirus.

Siamo costretti a stare tante ore in un ambiente chiuso? Vaporizzate nella vostra stanza l’olio di Litsea Cubeba anche noto come May Chang o olio degli angeli: i suoi principi attivi stimoleranno la produzione di endorfine e serotonina procurandoci un senso di benessere!

E se vi dicessi che questo olio allontana gli insetti ed aiuta anche a combattere i raffreddori? Da provare assolutamente visto il periodo!

oli essenziali vegetali bio naturetica creme di venere

Per quanto riguarda il beauty, dopo la doccia vi consiglio un bel massaggio con la crema corpo di Creme di Venere: incuriosita dagli ingredienti l’ho provata e sono rimasta piacevolmente colpita, con la pelle effetto seta! Voi che ne pensate di una crema che contiene, tra i tanti ingredienti, latte d’asina, bava di lumaca ed anche l’estratto di ginkgo biloba? E’ qualcosa di non convenzionale, vero?

Avete mai visitato l’orto botanico di Padova? Utilizzate gli oli essenziali a casa vostra? Lasciatemi un commento, sarò felicissima di rispondervi!