La regina Artemisia: ritratto di una donna coraggio.

La Regina Artemisia

Annoverando l’assenzio tra le piante passate da poco in rassegna, era impossibile non scrivere di una sovrana che ne porta il nome: la regina Artemisia. Scopriamo oggi qualcosa sul suo mito.

“Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui.” (Ezra Pound)

La regina Artemisia: un mito poco conosciuto.

Questo mito nasce dalla storia di una regina di Alicarnasso del 5 ° secolo a.C. di nome Artemisia. Sebbene non molto conosciuta nella storia, era una donna leader, decisa, coraggiosa ed intelligente.

Purtroppo come spesso accade dai tempi più antichi sino ad oggi, ad oscurarne l’immagine e la reale portata storica fu una leggenda sessista scritta da un patriarca ecumenico, dove la sovrana venne ritratta come una donna ossessionata dall’amore, tanto da porre termine alla sua vita per un uomo.

Venne trovata col collo spezzato dopo una rovinosa caduta da una scogliera, le reali cause della morte non furono mai chiarite, ma indagando e ripercorrendo la reale storia della donna appare chiaro da subito che venne uccisa perchè era di troppo.

La verità è che la regina Artemisia era scomoda per le sue scelte, scomoda per il coraggio di affermarsi in quanto essere umano nè più e nè meno come gli uomini, scomoda per le azioni che portarono all’umiliazione di molti, che in cuor loro sapevano di non aver pari valore. Insomma, un brutto precedente di cui era bene celarne gli avvenimenti, occultare e far sparire i dettagli lasciando che il tempo cancellasse la memoria di molti.

Come capita di sovente in tanti racconti tramandati nei secoli, le donne vengono sempre svilite, le narrazioni vengono sempre artefatte quando in realtà ci si trova di fronte ad eroine di una grandezza eterna, senza macchia e senza paura.

Dove nacque la sovrana?

Artemisia nacque da madre cretese e da padre satrapo (governatore) di Alicarnasso, di cui lei successivamente divenne regina. Nel 500 a.C. sposò il re di Alicarnasso, poco prima della rivolta ionica che avrebbe dato luogo alla guerra tra Grecia e Persia. Suo marito morì pochi anni dopo, e lei salì al trono.

Ferma nelle proprie decisioni, la regina Artemisia scelse di dare la sua lealtà non alla Grecia ma bensì alla Persia, dove combatté al fianco dell’allora re Serse I.

Reperti Alicarnasso
REPERTI DI ALICARNASSO, PATRIA DI ARTEMISIA

La regina Artemisia: dove ebbe inizio il mito?

Per capire dove la regina Artemisia diviene un’eroina per la quale è giusto far chiarezza rendendo giustizia alla sua morte, è necessario ripercorrere gli eventi che l’hanno rivestita di azioni eroiche ed alquanto insolite per una donna di quei tempi.

Se le proprie pari erano dedite alla vita di corte quando nobili, o alla cucina ed allevamento della prole quando di origini più umili, a lei il fato aveva riservato ben altro: in favore del popolo che rappresentava e di cui desiderava difendere non solo i territori bensì il credo, i valori ed i principi combatté sino all’ultimo senza alcuna esitazione.

Fu grazie ad un indomabile, quasi divino, ed inesauribile coraggio che scese in battaglia insieme ai Persiani.

La battaglia di Salamina.

La Grecia e le sue città-stato alleate erano guidate da Temistocle mentre l’impero persiano era capeggiato da re Serse I. Quando quest’ultimo stava avanzando, Temistocle tentò di ingannare Serse mandando il suo servo Sicinno ad informarlo che il suo re si sarebbe schierato dalla sua parte ed inventando una storia secondo cui i Peloponnesi, che Serse voleva invadere, stavano per evacuare.

In realtà, stava solo cercando di attirare i Persiani nello stretto. Forse accecato dall’idea che gli Ateniesi fossero disposti a sottomettersi a lui, Serse cadde nella trappola e mandò la flotta persiana a bloccare il passaggio. Il sovrano attese invano, perchè ovviamente non solo non si presentò nessun ateniese ma i persiani si trovarono di fronte all’imboscata della flotta nemica.

Vi fu così la battaglia navale tra gli alleati di Temistocle contro Serse che prima dello scontro, consultò i suoi comandanti per decidere sul da farsi. Tutti erano d’accordo tranne Artemisia, che mostrò subito la capacità di sapersi opporre nonostante la propria posizione di donna agli ordini che provenivano dall’alto.

La Regina Artemisia
LA BATTAGLIA DI SALAMINA

La forza di opporsi.

La regina Artemisia, non esitò un attimo ad esprimere con coraggio (e per taluni irriverenza ed arroganza), la propria ferma opinione. Senza farsi remore di dire tutto ciò che pensava, senza farsi intimorire dal proprio ruolo di donna e dimostrando il proprio vero valore: quello di tutti coloro che non sono disposti a scendere a patti per convenienze di alcun tipo.

Troviamo infatti nel libro n.8 delle Storie di Erodoto, nel Libro n. 8 quanto segue:

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“Mardonio li interrogò, iniziando il giro dal re di Sidone e tutti espressero un parere analogo, e cioè di attaccare per mare; Artemisia, invece, si espresse in questo modo: -Mardonio, riferisci al re da parte mia, e negli scontri dell´Eubea non mi sono certo mostrata vile né ho compiuto le imprese meno grandi, che io rispondo così: signore, è giusto che io ti riveli la mia sincera opinione, quanto ritengo sia meglio per i tuoi interessi. E ti dico questo: risparmia le navi, non combattere sul mare; loro sul mare sono tanto più forti dei tuoi uomini quanto gli uomini lo sono delle donne. Ma poi, che bisogno hai di rischiare flotta contro flotta? Non possiedi già Atene, l´obiettivo della tua spedizione, e non possiedi anche il resto della Grecia? Nessuno ti si oppone; e quelli che ti hanno resistito sono finiti come meritavano. Te lo dico io come andranno le cose per i nostri nemici: se tu non ti fai trascinare in una battaglia sul mare, ma tieni le navi qui, presso la costa, che tu stia fermo o che avanzi sul Peloponneso, facilmente, mio signore, raggiungerai lo scopo che ti eri prefissato con la tua spedizione, perché i Greci non sono in grado di tenerti testa a lungo, ma li disperderai ed essi si rifugeranno nelle rispettive città: non hanno provviste con sé su quest´isola (così mi dicono) e se tu spingi l´esercito contro il Peloponneso è ovvio che quelli di loro originari del Peloponneso non se ne staranno qui con le mani in mano: non gli importerà nulla di combattere sul mare per Atene. Se invece ti fai convincere subito a ingaggiare la battaglia, ho paura che la flotta, una volta battuta, travolga nel disastro anche l´esercito. Inoltre, mio re, tieni ben presente anche questo punto, che gli uomini migliori di solito hanno schiavi inetti, mentre i peggiori ne hanno di capaci. Tu, che sei al mondo il migliore degli uomini, possiedi cattivi servitori, che figurano come alleati, e sono Egiziani, Ciprioti, Cilici e Panfili, e che non valgono nulla

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La regina Artemisia: il coraggio di fare scelte difficili.

Nonostante fosse di parere contrario, la regina Artemisia si unì comunque per la fedeltà che la legava a Serse alla battaglia nel settembre 480 a.C. e rimase sempre un’alleata persiana. Durante la battaglia, i persiani furono sconfitti e la nave di Artemisia fu inseguita da una nave ateniese. Non aveva un posto dove dirigersi perché altre navi erano di fronte a lei. La sua rapidità di pensiero la fece decidere di caricare contro una nave alleata del re dei Calindini, Damasithymos.

Ordinò anche che la loro bandiera persiana fosse abbattuta in modo che i nemici non riconoscessero che era una nave nemica. Quando il capitano della nave ateniese vide che il veicolo della sovrana di Alicarnasso caricava contro una nave persiana, pensò che fosse una dei Greci, quindi voltò la sua nave e andò verso le altre.

Serse, d’altra parte, vide cosa era successo e pensò che la sua preziosa alleata avesse attaccato e affondato una nave greca, quindi la lodò ed esclamò: “I miei uomini sono diventati donne, e le mie donne, uomini!”

Ovviamente i Greci non furono entusiasti dell’azione intrapresa da questa temibile nemica, ed offrirono 10.000 dracme per la sua cattura. Il resto della storia lo conosciamo: un brutale assassinio fatto passare per altro dai rozzi, codardi, barbari, vigliacchi uomini di quei tempi.

Ed ecco risolto il giallo legato alla morte di Artemisia. Non resta che ricordare l’autentico valore di una donna che già nel 5° secolo avanti Cristo ha avuto il coraggio di non abbassare mai la testa e la grande forza di alzare la propria voce. Una voce tanto potente da riportare alla luce oggi la verità.

Conoscevi la storia di questa regina? Che cosa ne pensi del ruolo della donna al giorno d’oggi? Che cosa secondo te è cambiato, cosa (seppur in altra forma) è rimasto tale e quale nei secoli che si sono susseguiti? Lasciaci qui sotto il tuo pensiero a riguardo.

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