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Non particolarmente amate se non dagli appassionati di rettili, queste creature che dominano i sottoboschi hanno una loro triste storia: la leggenda della regina Vipera.

“A chi ha il piede fuori dalla sventura riesce facile dare consigli a chi soffre.” (Eschilo)

LA SIMBOLOGIA LEGATA ALLA VIPERA.

Questo animale è da sempre associato alle energie della profondità terrestre, vivendo abitualmente tra rovi e tane nel sottosuolo. Ma possiamo trovarla anche lungo sorgenti e corsi d’acqua.  Per questo motivo la vipera simboleggia il legame con la vita stessa poiché emerge dalle profondità della madre terra.

Considerato simbolo della conoscenza poiché dall’oscurità riemerge verso la luce. Cambiando pelle è legata al processo di trasformazione interiore e al risveglio spirituale o per alcune culture al ciclo della vita di morte e rinascita.

Non solo: nell’energia del serpente risiede il potere della guarigione interiore e di quella fisica: da sempre il veleno viene utilizzato per realizzare medicinali e sieri.

LE NOTTI DELLA VIPERA

Si narra che in un antico maniero, nelle notti più cupe e tempestose, si possa udire un inquietante sibilo: non è il vento che fischia bensì la voce roca profonda e spaventosa della regina Vipera che attende il momento giusto per tornare alla ribalta.

LA REGINA É MORTA?

Chi dice che è morta? Non è morta, ma riposa da secoli nei meandri oscuri e profondi del vecchio castello.

Di notte i suoi occhi si fanno acuti e profondi, agghiacciandoti con uno sguardo il sangue nelle vene. Lei si presenta insieme al fulmine, alla civetta, al vento ed all’uragano.

Solo la mattina, quando tutto si plac,a la regina Vipera ritorna negli anfratti a dormire il suo sonno grave e tormentato.

LA GIOVANE VIPERA.

C’è stato un tempo che la vide bella giovane ed ammirata dai cavalieri che venivano vestiti di corazza e di cimiero, per offrirle servizio portando a suo padre ed a lei il tributo del loro ossequio.

In suo onore si tenevano grandi feste e magnifici tornei, mentre nel coro dei cavalieri e delle dame maturavano invidie e gelosie.

La giovane principessa era così buona, affabile, gentile con tutti che davvero non si accorgeva della trama di morte che andava ordendosi per amore di lei e contro di lei….

Che cosa non faceva per il benessere della sua casa e del suo popolo?

Amava soccorrere i poveri, curava gli ammalati, consolava ogni sventura, tergeva ogni lacrima, andava incontro ad ogni bisogno.

LA SFORTUNATA REGINA.

La sventura venne a sfiorare quella giovane appena sbocciata ad ogni bel sogno della vita.

Durante una festa che preludeva il suo matrimonio, mentre ella passava raggiante di felicità in mezzo ai convitati, fu vista improvvisamente impallidire.

Gettò un grido di angoscia, ed incominciò a ridere d’un riso convulso e amaro. Il volto venne stravolto da un dolore indescrivibile, gli occhi si dilatarono, la bocca divenne contorta e rigata di schiuma.

A quel punto vipera protese le braccia e le mani vanamente verso l’alto: la bella e buona principessa era impazzita!

Come mai?

Strane voci e discordi voci si diffusero al riguardo: chi disse che avesse avuto notizie della morte improvvisa del fidanzato durante un torneo, chi fosse stata avvelenata, chi fosse stata colta da un malore improvviso dal quale non sarebbe più guarita, chi le fosse stato propinato un filtro diabolico.

LA SCOMPARSA DELLA REGINA.

Nel palazzo calò il velo del dolore, del silenzio, dell’abbandono, le finestre delle sale non s’illuminarono più e non risuonò alcun passo.Il castello venne ricoperto da edera e rovi, l’erbaccia crebbe alta e folta nei giardini regali.

Restò un unico segno di vita, e di spavento: l’ululo insistente e lacerante:della povera principessa rinchiusa nelle torri. L’ordine impartito fu che non avesse più a uscire, da quelli stessi che erano stati i suoi ammiratori, ed i suoi corteggiatori delusi.

LE GUARDIE DI REGINA VIPERA.

Fu così che tra i rovi che ricoprivano l’antico rifugio ed i suoi sotterranei apparvero dei rettili, le vipere appunto.

A proteggere la sventurata principessa il loro potente veleno, in grado di paralizzare chiunque si fosse avvicinato ad essa.

A distanza di secoli è così che si tramanda la storia del tragico destino di regina Vipera: simbolo di tante altre giovani esistenze immolate dagli uomini sull’altare delle loro implacabili passioni.