Dopo Uguisu ora la cera giapponese: sei un’amante del Giappone, direte voi! Diciamo che se non fosse per la pandemia Covid-19 ancora alle calcagna un viaggetto tra i ciliegi in fiore me lo farei volentieri…

“Dicono che il Giappone è nato da una spada. Dicono che gli antichi Dei hanno immerso una lama di corallo nell’oceano e che al momento di estrarla quattro gocce perfette sono cadute nel mare. E che quelle gocce sono diventate le isole del Giappone. Io dico che il Giappone è stato creato da una manciata di uomini coraggiosi. Guerrieri disposti a dare la vita per quella che sembra ormai una parola dimenticata. Onore.” (“L’ultimo Samurai”)

Cera giapponese: caratteristiche.

La cera giapponese deriva dalla pianta Rhus Verniciflua (Toxicodendron vernicifluum), scopriamone insieme i dettagli.

LE FOGLIE.

L’albero della cera giapponese (o lacca cinese, sumac giapponese, albero della vernice), è un albero che può raggiungere i 20 metri di altezza. Presenta ramoscelli contenenti dalle 7 alle 19 foglie grandi.

I FIORI.

I fiori della cera giapponese sono disposti a loro volta sui ramoscelli a grappoli. una moltitudine di questi piccolissimi fiori, una volta giunti a maturazione diverranno semi sotto forme di bacche.

HABITAT.

L’albero della cera è presente principalmente nel continente asiatico, in particola modo in Giappone, Cina, Corea e nel subcontinente indiano.

Curiosità sulla cera giapponese.

Di fatto per realizzare il prodotto finito (la lacca), viene estratta la linfa dell’albero incidendo un tronco di una pianta di 10 anni con 5/10 linee orizzontali per raccoglierne un liquido all’apparenza grigiastro.

Allo stato puro, non è possibile utilizzarla: deve essere infatti filtrata e trattata termicamente asciugandola in una camera calda e umida o in un armadio per 12-24 ore. Da questo processo nasce un composto, l’urushiol che presenta una superficie chiara, dura e impermeabile. Potrà essere utilizzato solo nel momento in cui assume una forma indurita.

Questo prodotto viene utilizzato in moltissime diverse e discostanti produzioni: stoviglie, penne stilografiche, gioielli, strumenti musicali, archi, decorazioni artistiche (arte urushi).

Tra le curiosità riguardanti la cera giapponese, ancora una volta troviamo i monaci buddisti: utilizzavano questo prodotto nell’arte dello Sokushinbutsu  (automummificazione).

Principi attivi.

I principi attivi presenti nella lacca giapponese sono la buteina e la zolfetina (dalle caratteristiche antiossidanti). Queste due sostanze contrastano in maniera molto efficace il rilascio di radicali liberi e l’ossidazione delle cellule.

Cera giapponese: utilizzi.

Oltre ad essere utilizzata per la realizzazione di manufatti, la cera giapponese viene utilizzata in campo medicinale per il trattamento dei parassiti intestinali e per contrastare sanguinamenti ed emorragie (come se fosse un emostatico).

In campo cosmetico trova invece trova impiego non solo per l’azione antiossidante, ma soprattutto per il potere filmante in moltissimi prodotti.

Ecco come si rende utile se inserita in prodotti per il trattamento della pelle su parti particolarmente esposte come le mani…

Iolanda

Iolanda Baccarini, classe 1980, skin care addicted. Curiosa, ama leggere e scrivere e celare in ogni articolo metafore. Adora tutto ciò che è insolitamente bello, guardando oltre l'apparenza e l'immagine: l'anima, l'essenza e la sostanza. Ribelle, testarda e sovversiva di natura: segno zodiacale Capricorno, quindi come zodiaco vuole! Fondatrice ed autrice di Cremedivenere.it, del blog e del forum.

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