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Spesso bistrattate, considerate animali lenti e (diciamolo pure) viscidi, dietro alle lumache si cela una simbologia di tutto rispetto.

“In nulla crediamo così fermamente quanto in ciò che meno conosciamo.”
(Michel De Montaigne)


Lumache e loro simbologia.

La capacità di questo mollusco di potersi nascondere e uscire al momento opportuno dal proprio guscio simboleggia una sorta di resurrezione e rinascita.

La forma a spirale della stessa può essere considerata come una metafora dell’essere che trova nella parte più profonda e nascosta di sè la propria vera essenza.

Solo una volta che avrà rielaborato la propria anima, lo spirito sarà in grado di riaffiorare in superficie esprimendo al meglio se stesso.

Ma andiamo a conoscere insieme una delle tante storie dedicate a questo gasteropode, oggi ho scelto quella a me più cara.

Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza.

“Nel Paese del Dente di Leone, una comunità di lumache conduceva la propria vita lentamente, molto lentamente.

Tra loro non si davano nomi: si chiamavano semplicemente “lumaca”, così che quando qualcuna volesse parlare a un’altra e la chiamasse “lumaca” tutte si giravano creando gran confusione.

Alla lumaca che voleva raccontare una storia, allora, toccava muoversi con la sua indescrivibile lentezza e raggiungere la sua interlocutrice.

Le lumache erano consapevoli della loro lentezza e così anche della propria vulnerabilità, sapevano che la loro vita era fragile e non sarebbe stato certo il guscio che si portavano dietro a poterle difendere dalle calamità, ma accettavano tutto questo con muta rassegnazione.

Tra di loro, però, ce n’era una che, pur accettando la propria debolezza e la propria vulnerabilità voleva conoscere il motivo della loro lentezza. Cominciò a fare domande, a chiedere il perché di quell’andatura lenta e il perché nessuna di loro avesse un nome.

Le sembrava poco giusto che mentre tutte le altre cose fossero immediatamente identificabili da un nome, loro dovessero vivere in quello stato d’indeterminatezza.

Ma le lumache più vecchie non le davano ascolto, la consideravano un elemento di disturbo nella loro comunità, le facevano capire, isolandola, che quelli non erano interrogativi con cui avessero piacere a intrattenersi e che per essere felici a loro bastava vivere nel Paese del Dente di Leone, impegnate a mantenere il corpo umido e ingrassare per meglio resistere ai morsi dell’inverno.

La piccola lumaca non si rassegnò a questa ostilità e annunciò che avrebbe fatto un viaggio durante il quale, certamente, avrebbe avuto risposte per tutte le sue domande e avrebbe avuto anche un nome che la distinguesse dal gruppo. Durante il suo viaggio, la lumaca incontrò tanti altri animali che vivevano sul prato, ebbe un nome e conobbe i piani degli uomini che mettevano in pericolo il Paese del Dente di Leone.

“Ribelle”, questo il suo nuovo nome, tornò alla sua comunità per incitare le altre lumache a lasciare quel posto, ma solo in poche la seguirono poiché tutte le altre, che fossero anziane o avessero semplicemente paura delle idee rivoluzionarie di Ribelle, preferirono rimanere a crogiolarsi, fintanto che fosse possibile, nella loro abitudine. Da qui iniziò un nuovo viaggio alla ricerca di un posto migliore.


Alla ricerca di un nuovo Paese del Dente di Leone… “

Luis Sepulveda

E tu? Ti limiti a seguire le convenzioni o come la lumachina ti ritieni un’anima ribelle? Scrivi qui sotto o … parlaci di te!